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In un paesaggio desolato e silenzioso, Ana, di nove anni, cammina lungo una strada di campagna con la sorella di sette anni Leila.
Stanno fuggendo da qualcosa, ma Ana lo vive come un gioco, raccontando storie alla sorella e parlando di oggetti magici che spera di trovare lungo la strada. Le ragazze si avventurano nel bosco, inseguendo il sogno di trovare una bacchetta magica che possa far sentire di nuovo tutto al sicuro. Ma Leila si stanca e il viaggio diventa sempre più difficile.

Attraverso il comportamento di Ana, inizia a emergere la sua psicologia: un desiderio di proteggere, di mantenere viva la speranza, ma anche il peso di una realtà che diventa sempre più difficile da ignorare. L'aria si fa più pesante, carica di una tensione invisibile, come se qualcosa stesse per cambiare per sempre.

La bambola di Leila esplora delicatamente i temi della perdita e della resilienza attraverso gli occhi di una bambina costretta ad affrontare la brutalità della guerra. L'immaginazione diventa la sua unica arma contro la paura, la solitudine e il dolore.

Il film si sviluppa in un crescendo emotivo, senza mai rivelare completamente la verità, lasciando lo spettatore sospeso tra realtà e illusione, in una storia di tenerezza, dolore e il potere della forza interiore.